Se avete feedback su come possiamo rendere il nostro sito più consono per favore contattaci e ci piacerebbe sentire da voi. 

Vesima* è una località posta sul mare, a tre chilometri a ponente di Voltri, sovrastata da monti piuttosto aridi, in serpentinite, dai quali scendono corsi d’acqua a carattere torrentizio.

In particolare il Rio dell’Eremita (“ u rian dell’ermittu ”) prende il nome dall’eremita Padre Adamo, un sacerdote polacco giunto e vissuto in povertà e preghiera a Vesima nella prima metà del 1500.

Il Rio Lupara è invece il torrente al confine con Arenzano ed è attraversato dal viadotto dell’autostrada più grande in Europa tra quelli ad una sola arcata (lunga 224 m e alta 70 m). Nella parte terminale di questo ruscello, a 250 m dalla riva destra, vi sono i resti (e mineie de terrecotte) di una antichissima miniera, forse d’oro, rame e nichel.

La spiaggia di Vesima è chiusa a levante dalla punta della Passera o di Falconara, a ponente dalla scogliera di Lastroni (qui la roccia dell’Aguglia fu distrutta da una violentissima mareggiata nel 1969) e dagli scogli delle Pianare, oggi ricoperti e sostituiti da grandi massi a protezione della strada. La lunghezza dell’arenile è di poco inferiore ai 500 m, la sua larghezza risente della violenta azione del mare.

A pochi metri dalla costa muri a secco sorreggono terrazze non molto estese, un tempo coltivate a frutta, soprattutto pesche e fragole, esportate anche oltre l’Appennino. Ancora più antica è la coltura del castagno, dell’olivo e della vite. La notevole attività agricola e l’allevamento del bestiame erano favoriti dalla presenza di sorgenti e ruscelli.

Purtroppo oggi la campagna è in gran parte abbandonata, le fasce incolte, le pinete distrutte dall’incuria e dalle malattie, le mulattiere e i sentieri impraticabili.

Pochi sono gli edifici a Vesima, nei pressi della ferrovia, attorno alla Chiesa di S. Pietro, oppure sparsi nella campagna e per lo più disabitati. Sulla collina dei Bonetti (Inferiore e Superiore) vi sono alcune costruzioni risalenti in parte al 1800 e in parte addirittura al 1600. Poco distante dalla chiesa, si incontrano le rovine di un opificio, dapprima cotonificio poi fabbrica di garza. Il mulino, la scuola, l’essicatoio della filanda, la cartiera sono stati trasformati, negli anni, in abitazioni civili. La Villetta e l’Ospedale lasciano appena immaginare la loro antica bellezza.

Una strada romana (Via Gainotti), parallela al mare e il cui percorso ha subito notevoli mutamenti nei secoli, collega ancora oggi Crevari alla Vesima; a tratti asfaltata, a tratti mulattiera o sentiero sterrato, si sviluppa in un paesaggio di rara bellezza, tra la macchia mediterranea a picco sul mare. Tale via raggiunge l’abbazia di Vesima per poi risalire lungo l’antico tracciato percorso dai pellegrini, che potevano trovare riparo e ristoro presso l’Ospedale, e proseguire fino ad Arenzano.

*Dagli studiosi del XVI_XVIII sec è detta Mesema – Mezema – Vezema – Vezima – Mesemia – Mesenia – Messuna – Mesima .

 
 
  Site Map